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Giasiminu di Spagna
I Sentieri del Gelsomino nascono a Ispica nel 2016 da un progetto firmato Art Evolution.
Il territorio di elezione è quello siciliano che, come buona parte dei comuni vicini, era caratterizzato da tempi lontani dalla presenza diffusa di piante di Gelsomino a decorare gli ingressi delle case, spuntando da piccole buche nel marciapiede o sottoforma di arbusto che sovrastava balconi e “ciancatuna”.
Lo spettacolo nasce come itinerante, percorre vicoli e angoli di rara suggestione storica ed estetica.
Ripercorre, attraverso la voce e le danze degli attori, la letteratura e le tradizioni siciliane, i versi, i canti, la fede, la gioia e gli struggimenti.
Il Gelsomino si lega a questi territori, come ad altri pochi in Sicilia, anche per la presenza di vaste coltivazioni di questo fiore, tra il 1948 e il 1968, allo scopo di derivarne l’essenza e commercializzarla con la Francia per la creazione dei profumi più famosi.
Vere e proprie comunità si creavano, da maggio a ottobre, nei Gelsomineti. Famiglie intere vi si trasferivano, costruendo abitazioni provvisorie, spesso in paglia, mentre gli uomini o i ragazzi che erano soli potevano usufruire dei magazzini dell’azienda.
Al chiarore della luna, il Gelsomino brillava per tutta la valle, spandendo il suo delicato profumo.
La raccolta dei Gelsomini avveniva nelle ore notturne, quando il fiore era più ricco d’acqua e più carico di essenza.
Alla luce della luna il Gelsomineto si presentava come una distesa bianchissima, tanto da non essere necessaria illuminazione. Erano le donne a raccogliere con gesti rapidi il Fiore della Luna, seguite dai bambini che, spesso, si addormentavano lungo i filari, della cui cura si occupavano gli uomini.
La sera tutta la comunità si raccoglieva in danze e canti, giochi e scherzi, e nascevano amori benedetti dal Fiore delle Spose. Le spose, infatti, preparavano dei bouquet con i Gelsomini raccolti in “sponse”: ossia rametti di carota dal fusto ramificato ad ombrello; in ciascuno stelo dell’ombrello venivano infilati fiori di Gelsomino appena schiusi. La “sponsa” era augurio di abbondanza e di amore eterno.
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